<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1043544229330498053</id><updated>2011-04-21T20:34:21.505-07:00</updated><title type='text'>Ilio Semino</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://iliosemino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://iliosemino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Ilio Semino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07336366898438718619</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_HhdE00yT6gQ/R-pEEkggr2I/AAAAAAAAAAo/vTsyA0HrJNU/S220/100_7258.JPG'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>3</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1043544229330498053.post-3121533731739627709</id><published>2008-03-31T03:00:00.000-07:00</published><updated>2008-03-31T03:01:44.019-07:00</updated><title type='text'>Appuntamenti secondo trimestre '08</title><content type='html'>Kyoshi Nanadan Ilio Semino&lt;br /&gt;Appuntamenti con il karate Shotokan&lt;br /&gt;Secondo trimestre 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti i Martedì ore 19,30/21,00 Budo S. Gakko (GE) via Sant'Ugo 20   &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 13/04 – S. Salvatore di Cogorno (GE)  09,30/12,30&lt;br /&gt;Stage con i maestri M. Scutaro, L. Cinque e B. Gho aperto a tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 19/04  - Pistoia -  16,00/18,00 &lt;br /&gt;cinture marroni e nere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 20/04 - Pistoia – Azzurrabili FIAM ore 10,00  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 30/04 Genova Budo S. Gakko ore 20,30  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica  04/05 Montà d’Alba - ore 10,00/12,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 17 e Domenica 18/05 Cesenatico – Raduno Fiam &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 25/05 – Pistoia – 10,00/12,00&lt;br /&gt;cinture marroni e nere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 28/05 Genova Budo S. Gakko ore 20,30  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;01 e 02 Giugno - Stage Nazionale Shotokan – Rimini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;14 e 15/06 da definire:  Puglia o Pistoia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica  22/06 Montà d’Alba- ore 10,00/12,00&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 25/06 Genova Budo S. Gakko ore 20,30&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1043544229330498053-3121533731739627709?l=iliosemino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://iliosemino.blogspot.com/feeds/3121533731739627709/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1043544229330498053&amp;postID=3121533731739627709' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default/3121533731739627709'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default/3121533731739627709'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://iliosemino.blogspot.com/2008/03/appuntamenti-secondo-trimestre-08.html' title='Appuntamenti secondo trimestre &apos;08'/><author><name>Ilio Semino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07336366898438718619</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_HhdE00yT6gQ/R-pEEkggr2I/AAAAAAAAAAo/vTsyA0HrJNU/S220/100_7258.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1043544229330498053.post-5754027670463966716</id><published>2008-03-12T03:32:00.001-07:00</published><updated>2008-03-12T03:35:08.799-07:00</updated><title type='text'>CULTURA</title><content type='html'>“…Linee morbide, sinuose, forti, energiche, aspre, sembrano disporsi casualmente nello spazio, in libertà…. Ad uno sguardo più attento subito appare evidente un ordine di composizione; emergono rapporti di pieno e vuoto, armonici o contraddittori, si percepisce un ritmo, un fluire dei gesti, una variabilità della forza e ancora qualcosa d’altro: ciò che i Cinesi indicano con il termine SHENYUN e che tradotto letteralmente significa “affascinare lo spirito”…”&lt;br /&gt;Parole che potrebbero sembrare una poetica illustrazione di una gestualità relativa ad un kata del karate, sono invece uno stralcio della presentazione di un ‘opera di SHO, di una calligrafia , così come il maestro Norio Nagayama la presenta in uno dei suoi libri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Occidente la parola calligrafia riporta alla mente la minuziosa opera di ricopiatura di testi antichi eseguita dai famosi monaci specializzati, oppure le interminabili ore trascorse dai nostri padri con pennino e calamaio a ripetere infinite volte le lettere dell’alfabeto in “bella calligrafia”, che ritroviamo nelle firme autografe dei nostri nonni, tutte svolazzi e ghirigori. Comunque nulla che possa avvicinare lo scrivere al dipingere. &lt;br /&gt;In Oriente la calligrafia è un esercizio legato alla pittura, e quindi una espressione artistica e, ancora più avanti, una pratica di vita, un “DO”, lo Shodo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è proprio con questa  introduzione all’arte della calligrafia, così affine alle arti del Budo, che vorrei iniziare una serie di approfondimenti su alcune parole fondamentali della cultura tradizionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per dovere di logica inizierò dal termine DO: via&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_HhdE00yT6gQ/R9exwnGuk_I/AAAAAAAAAAY/gIz1eP6Johg/s1600-h/Untitled1.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://2.bp.blogspot.com/_HhdE00yT6gQ/R9exwnGuk_I/AAAAAAAAAAY/gIz1eP6Johg/s320/Untitled1.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5176801745374712818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Via in principio è incomprensibile. Anche i passi iniziali sono avvolti nella nebbia. Gli obiettivi verso i quali la Via conduce sono come irraggiungibili cime di montagne avvolte da scure nubi di temporale: impenetrabili ed irraggiungibili.&lt;br /&gt;Questo è giusto: poiché vedere troppo chiaramente quale sarà l’arrivo e quante difficoltà si incontreranno per raggiungerlo potrebbe creare sfiducia ed abbandono.&lt;br /&gt;Le certezze arrivano più tardi: il viandante che si è incamminato nelle Via ha affrontato un viaggio che propone continue sfide e verifiche, ma che offre ricompense superiori a quanto ci si fosse aspettato alla partenza.&lt;br /&gt;Seguendo la Via il viaggiatore capisce di essere diretto verso un obiettivo che, sebbene rimanga misterioso, è colmo di fascino.&lt;br /&gt;Non è una strada da percorrere in senso fisico, è un viaggio della mente, dello spirito, e nell’accezione finale, anche dell’anima. La filosofia cinese del Tao (DO in giapponese) stimola il praticante a vivere una esistenza sintonizzata sulle lunghezze d’onda della natura.&lt;br /&gt;Il tratto dello “shodoka” che disegna l’ideogramma DO è composto dal pittogramma che indica “principale”, “fondamentale” con quello che significa “movimento”. Possiamo quindi affermare che DO significhi “strada importante”, una VIA da seguire in armonia e sintonia con le difficoltà che l’universo suggerisce, un sentiero lungo il quale scoprire l’unicità degli elementi della vita.&lt;br /&gt;E’ pur vero che il DO può potare all’arte, avere un valore pratico, ma lo scopo finale della Via è il percorso : fare una cosa non per il risultato, ma impegnarsi perché facendola ci liberiamo dagli impedimenti indotti dal nostro ego limitato: il narcisismo, l’egocentrismo, i timori  ed i dubbi che rendono povera la nostra vita quotidiana. La Via ci conduce nella dimensione in cui domina il nostro ego potenziale. L’autorealizzazione, il controllo, la ricerca della perfezione.&lt;br /&gt;Il Do è aperto a tutti coloro che possiedono la determinazione ed il desiderio di percorrerlo; il Do trascende dallo specifico ed assume un contorno generale, quindi si possono scegliere moltissime discipline per percorrerlo: la cerimonia del tè (chado) l’arte di disporre i fiori (ikebanado), la calligrafia (shodo)….ciascuna di queste discipline è un sentiero della VIa&lt;br /&gt;Il budoka sceglie la via del combattimento, che lo porta ad un immediato confronto con i conflitti fondamentali della realtà: la vita e la morte, il dolore ed il piacere, i problemi temporali e quelli spirituali. &lt;br /&gt;La via marziale richiede coraggio, resistenza morale ed emotiva, coscienza sociale e capacità fisiche. Queste qualità saranno messe a dura prova durante il percorso, purificate e rafforzate e porteranno il viaggiatore che le possiede, molto lontano.&lt;br /&gt;Qualcuno ci scoraggerà, dicendo che la Via è una pratica ingenua, fuori dai tempi o idealistica. Noi proseguiremo nel cammino perché sappiamo che altri prima di noi lo hanno percorso, perché l’immutabile direzione della Via ci attrae e ci chiama. Andremo avanti perché, come dice l’ideogramma DO, questa è la strada principale che si deve percorrere. E ci porterà ad un luogo degno di essere raggiunto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1043544229330498053-5754027670463966716?l=iliosemino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://iliosemino.blogspot.com/feeds/5754027670463966716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1043544229330498053&amp;postID=5754027670463966716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default/5754027670463966716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default/5754027670463966716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://iliosemino.blogspot.com/2008/03/cultura.html' title='CULTURA'/><author><name>Ilio Semino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07336366898438718619</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_HhdE00yT6gQ/R-pEEkggr2I/AAAAAAAAAAo/vTsyA0HrJNU/S220/100_7258.JPG'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_HhdE00yT6gQ/R9exwnGuk_I/AAAAAAAAAAY/gIz1eP6Johg/s72-c/Untitled1.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1043544229330498053.post-7549270661156394698</id><published>2008-03-12T02:42:00.001-07:00</published><updated>2008-03-12T02:42:23.889-07:00</updated><title type='text'>La struttura scolastica Giapponese (di Ilio Semino)</title><content type='html'>Il sistema scolastico in Giappone si differenzia da quello europeo più nella sostanza che nella forma. In fatti, nonostante gli anni di studi obbligatori siano pressochè gli stessi, nel paese del Sol Levante oltre il 99% degli studenti che finiscono la scuola media frequenta poi anche la scuola superiore, e di questi praticamente la totalità arriva al completamento dei corsi. Dati incredibili per l’Italia, ove poco più del 70% dei giovani si iscrive alla scuola post-obbligo e soltanto il 50% circa di questi raggiunge la maturità (dati ISTAT 1996).&lt;br /&gt;In Giappone l’istruzione obbligatoria dura nove anni: sei anni di scuola elementare (shogakko) e tre di media (chugakko). Si passa poi alla scuola secondaria superiore (kotogakko) che dura di norma quattro anni.&lt;br /&gt;L’anno scolastico giapponese inizia il 1° aprile e termina i primi di marzo. Si va a scuola per sei giorni la settimana, anche se nel giro di qualche anno le scuole pubbliche nipponiche dovrebbero adeguarsi ai cinque giorni settimanali. L’orario delle lezioni è di sei ore giornaliere di 50 minuti, seguiti da dieci minuti di pausa. Dopo la quarta ora è prevista una lunga pausa in cui si pranza, prevalentemente “al sacco”, con cibo distribuito da ditte specializzate. Quindi se le lezioni iniziano alle ore 08,30 finiscono alle ore 15,30.&lt;br /&gt;Dopo le ore di lezione iniziano le attività extra scolastiche, sportive o culturali (hokago). Presso molte scuole medie si richiede obbligatoriamente l’iscrizione ad un club scolastico, per cui gli studenti tornano a casa quasi sempre verso le 18,30, sempre che non frequentino le scuole di approfondimento (juku), che si protraggono fino a tarda notte. Per questo motivo la circostanza di addormentarsi sul banco è discretamente tollerata dai professori!&lt;br /&gt;Le vacanze sono molto brevi: circa un mese in primavera ed estate, dieci giorni in inverno.&lt;br /&gt;In diverse scuole gli studenti debbono frequentare le lezioni una volta alla settimana anche durante le vacanze per correggere compiti, rimediare, recuperare ecc., oppure partecipare alle attività del proprio club, che non concede pause per tutto l’anno.&lt;br /&gt;Gli studenti comunque non si lamentano di questo, poiché la scuola è l’unico luogo ove possono giocare liberamente. Infatti i parchi, specie nelle grandi città, sono inefficienti e poco spaziosi e spesso luogo di litigi tra anziani (desiderosi di monopolizzare lo spazio per giocare a gate ball) e bambini, al punto che la “guerra dei parchi” è spesso argomento per i quotidiani locali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Nyushi&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gli esami di ammissione all’ordine scolastico successivo si chiamano nyushi. Nel sistema scolastico nipponico non esistono le bocciature. A meno che lo studente non sia stato assente per oltre metà anno o sia stato espulso dalla scuola per gravi motivi disciplinari. Tutti arrivano al diploma finale; per questo si dice in Giappone che non esistono esami finali ma esami iniziali.&lt;br /&gt;Per quello che riguarda le scuole statali fino alle medie, l’ammissione è automatica. Allorchè si passa al post obbligatorio la scuola viene scelta non per interesse personale ma in base al punteggio ottenuto al nyushi. Ogni scuola superiore è a numero chiuso e si viene ammessi grazie al punteggio ottenuto con l’esame (6-7 prove scritte di materie a scelta). La differenziazione tra le scuole è a livello di prestigio delle stesse.&lt;br /&gt;Le scuole di élite non accettano gli studenti che ottengono meno del 90% del punteggio massimo. Di conseguenza gli alunni con minor rendimento devono frequentare le scuole di 2° grado.&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;Le Università&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Le università in Giappone hanno una fortissima influenza sullo sviluppo del Paese poichè sono collegate direttamente al mondo del lavoro. Più il prestigio di una università frequentata è alto, più si ha possibilità di essere assunti da una ditta di primo livello.&lt;br /&gt;Essere ammessi alla Todai, l’università di Tokyo, significa potenzialmente avere ai piedi l’intero Paese. Tra gli studenti universitari giapponesi, quelli usciti dalla Todai hanno le maggiori possibilità di divenire dirigenti del Kasumugaseki, il quartier generale del governo nipponico. Le università minori o private garantiscono difficilmente un buon posto di lavoro.&lt;br /&gt;Questo processo viene detto “scala mobile”, nel senso che, una volta imboccata la scala giusta, questa ti porta automaticamente da una scuola di élite ad un posto di lavoro altrettanto di élite. Ci sono moltissimi genitori che impongono ai figli, fin dalla tenera età, ad estenuanti ore ed ore di studio, per poter così accedere all’asilo di prestigio, che porterà alla scuola elementare di egual prestigio, alla media di élite e via così. La escalation di quella che viene chiamata juken senso (la guerra degli esami) vede un numero sempre maggiore di bambini costretti alla frequenza di scuole di recupero (juko) per imparare le tecniche di assimilazione dei dati. Di conseguenza i giovani giapponesi crescendo sono bravissimi a ricordare a memoria interi libri di matematica, ma risultano fisicamente deboli, stressati e disinteressati della vita che li circonda, non conoscendo altro che la scuola e le lezioni private subite per anni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I cambiamenti&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Una particolarità della scuola giapponese è che questa ogni cinque anni, subisce sostanziali cambiamenti. Il Ministero della Pubblica Istruzione sta sviluppando in fretta e furia una serie di riforme che dovrebbero eliminare il muro di esami che dividono le scuole. Ma le trasformazioni anche in Giappone sono molto lente ed ancora per molto tempo i ragazzi saranno costretti a preparare gli esami di ammissione.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La vita a scuola&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Come molti sanno è uso nelle scuole giapponesi che i ragazzi indossino una uniforme e le ragazze un vestito alla marinaretta. Questa tradizione ha origine nel 1871, inizio dell’era Meiji , quando il Giappone tornava a riaffacciarsi sul mondo occidentale. La nuova condizione portò una ventata di ottimismo e novità che convinse i governanti della necessità di un radicale ammodernamento delle istituzioni: a modello della nuova scuola fu preso quello tedesco, sia per la rigidità della formazione che per le tradizioni.&lt;br /&gt;Da questo l’idea di vestire gli studenti con le uniformi copiate da quelle in uso presso le accademie militari prussiane. Nel colletto dei ragazzi si vede l’anno di corso al quale si appartiene, ed è buona regola non portare in modo sconveniente il giubbino, che in genere è blu. Durante l’estate i ragazzi possono frequentare la scuola in camicia, rigorosamente facente parte dell’uniforme.&lt;br /&gt;Da diversi anni non esiste in realtà un obbligo scritto che imponga di indossare la divisa della scuola, ma a quanto pare le abitudini sono dure a morire, anche perché sembra di dimostrare sentimenti di ribellione portando maniche di camicia arrotolate e giubbino sbottonato o, per le ragazze, gonne lunghe fino alle caviglie!&lt;br /&gt;L’abbigliamento degli allievi è quindi fissato in termini molto precisi, non solo per la parte visibile, ma anche per la biancheria intima, ed in molti casi è anche proibito tingersi i capelli, a meno che non sia per coprire di nero una precedente tintura: ad Osaka vi è una scuola dove per essere ammessi, i ragazzi nati con i capelli biondi, rossi o castani, debbono darne notizia scritta alla segreteria!&lt;br /&gt;Esistono inoltre scuole in cui è stabilito il tempo massimo per rimanere in bagno (7 minuti) e la quantità di carta igienica da usare. Quando gli studenti camminano per i corridoi non possono avvicinarsi più di 10 cm dal muro e per svoltare devono effettuare, per regolamento, una curva di 90°.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1043544229330498053-7549270661156394698?l=iliosemino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://iliosemino.blogspot.com/feeds/7549270661156394698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1043544229330498053&amp;postID=7549270661156394698' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default/7549270661156394698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1043544229330498053/posts/default/7549270661156394698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://iliosemino.blogspot.com/2008/03/la-struttura-scolastica-giapponese-di.html' title='La struttura scolastica Giapponese (di Ilio Semino)'/><author><name>Ilio Semino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/07336366898438718619</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='24' src='http://bp2.blogger.com/_HhdE00yT6gQ/R-pEEkggr2I/AAAAAAAAAAo/vTsyA0HrJNU/S220/100_7258.JPG'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
